Esami specialistici in gravidanza

ecografia
Lo sviluppo del feto può essere seguito passo a passo grazie ad una serie di esami clinici che tengono sotto controllo la situazione. Esistono poi controlli particolari che vengono prescritti solo in caso di necessità. Vedremo ora a che cosa servono, in quali situazioni vengono prescritti e come si svolgono.

L'ecografia o ecotomografia

ecografoL'ecografia in gravidanza è tra gli esami indispensabili per fare diagnosi di fisiologia o patologia su feto, placenta, liquido amniotico e consente, in casi selezionati, l'analisi Doppler dei vasi sanguigni del cordone ombelicale e dell'utero.

Poiché è innocua, rappresenta lo strumento di controllo ideale per sorvegliare l’andamento della gravidanza, Tanto è vero che questo esame è stato inserito nei Decreto del Ministro della Sanità che stabilisce il Protocollo diagnostico per la tutela della maternità responsabile: la sua effettuazione, realizzata più volte in periodi definiti nel corso della gravidanza, è esente da ticket.

È una tecnica diagnostica che utilizza gli ultrasuoni per rendere visibile su uno schermo la posizione, la forma e le dimensioni del feto e della placenta, Può essere effettuata in periodi diversi della gravidanza e le indicazioni cambiano a seconda dell'epoca in cui viene svolta. È disponibile anche l'ecografia 3D che consente di ottenere un'immagine tridimensionale molto simile all'originale, Esiste inoltre l'ecografia 4D che visualizza l'immagine tridimensionale in movimento ed in tempo reale.

L'ecografia con traslucenza nucale

img-traslucenza-nucaleÈ un nuovo esame che viene praticato, durante una normale ecografia, tra la 12a e la 13a settimana. Il medico esegue delle misurazioni a livello della nuca e del feto.

La TRASLUCENZA NUCALE é un accumulo transitorio di liquido nella porzione retronucale del collo del feto che si forma nelle prime settimane per poi scomparire attorno alla 14^settimana. L’esame consiste in un’ecografia genetica eseguita da un medico esperto e certificato al “Fetal Medicine Foundation”.
In presenza di un valore superiore 2.8 mm vengono indagate anche la presenza o assenza dell’osso nasale e l’ eventuale insufficienza della valvola tricuspide.

La doppler flussimetria

fotoecografiaÈ un esame indolore che fornisce ulteriori elementi per valutare il grado di benessere fetale e viene praticato, quando necessario, durante una normale ecografia: il medico semplicemente ricava dalla macchina un dato in più.

Il dosaggio dell'alfafetoproteina

fegato2L'alfafetoproteina è una sostanza prodotta dal fegato e dalle cellule dell'intestino fetale. È presente nel sangue del feto, nel liquido amniotico e nel sangue materno, dove è rilevabile in quantità sempre crescenti fino alla 32a settimana per poi diminuire in seguito.

L’Ultrascreen (Bitest + Traslucenza nucale)

 

fetus_edited2Il bi-test è un semplice prelievo di sangue che valuta il livello di due ormoni prodotti dalla placenta (Beta HCG e PAPP-A). La translucenza nucale valuta lo spessore della plica nucale.

A cosa serve?

L'associazione di questi due esami migliora la possibilità di individuare un aumentato rischio di Sindrome di Down.

Il Tri-test

 

prelievoÈ un semplice esame del sangue, che si esegue alla sedicesima settimana, in cui vengono dosati tre ormoni: Beta HCG, estriolo e alfafetoproteina.

A cosa serve

Consente di calcolare il rischio di avere un figlio affetto da sindrome di Down (ma non altre malattie cromosomiche), L'esame non diagnostica con certezza la malattia, ma indica solo una maggiore o minore probabilità che essa sia presente nel feto. Se tale probabilità risulta elevata (rischio superiore a 1/350) verrà consigliato un ulteriore esame, molto preciso ma più impegnativo: l'amniocentesi.

L'amniocentesi

 

 

siringaFino a vent'anni fa era impossibile diagnosticare prima della nascita le anomalie fetali dovute ad alterazioni del patrimonio cromosomico, come la sindrome di Down o 'mongolismo'. Oggi è possibile già dalla 15a-16a settimana grazie all'amniocentesi. Viene consigliata quando la futura madre ha più di 35 anni oppure quando ha già avuto un bambino con anomalie cromosomiche o con malattie 19 genetiche legate al sesso (vedi più avanti, alla voce "Difetti congeniti del feto"). Il rischio di aborto spontaneo in seguito ad amniocentesi è circa dello 0,5-1 %.

A cosa serve?

La diagnosi precoce delle malattie cromosomiche fetali permette di sapere se il feto presenta alterazioni genetiche. L'amniocentesi prescritta nell'ultimo trimestre serve invece a stabilire il grado dì maturazione polmonare del feto e le sue possibilità di sopravvivenza nel caso fosse necessario farlo nascere in anticipo; inoltre serve a controllare il grado di anemia fetale e l'eventuale necessità di trasfusioni intrauterine.

Come si svolge?

amniocentesiSi esegue penetrando con un ago attraverso l’addome e l'utero per aspirare una piccola quantità dì liquido, all'interno del quale sono contenute alcune cellule di origine fetale. Su queste cellule si svolgono l'analisi cromosomica prenatale oppure gli altri esami previsti per l'amniocentesi effettuata nell'ultimo trimestre. Se è richiesta l'analisi cromosomica prenatale il laboratorio dovrà essere altamente specializzato. L'amniocentesi viene fatta ambulatorialmente in ospedale e viene eseguita sotto controllo ecografico in modo da capire qual è il punto migliore per infilare l'ago e seguirne il percorso. Non è un esame doloroso, anche se provoca un po' di fastidio nel punto in cui è penetrato l'ago. L'inserimento dell'ago dura qualche minuto, l'amniocentesi vera e propria dura solo 10-20 minuti, ma richiede poi qualche ora di riposo prima di riprendere l'attività. Il risultato dell'esame cromosomico si avrà in una ventina di giorni.

La villocentesi

 

villiÈ una tecnica diagnostica che permette, come l'amniocentesi, di svolgere l'analisi cromosomica prenatale. Al posto del liquido amniotico viene prelevata una piccolissima quantità di villi coriali, cioè di parte della placenta. È praticabile già a partire dalla 10a-12a settimana di gravidanza e permette di avere il risultato dell'analisi entro 7-10 giorni, II rischio di aborto spontaneo in seguito alla villocentesi è circa del 1 -2%.

Come si svolge

VillocentesiViene eseguita ambulatorialmente in ospedale, ma solo in alcuni centri perché richiede attrezzature e competenze particolari, II prelievo dei villi viene eseguito nel corso di una ecografia molto accurata che permette di localizzare perfettamente l'embrione nella cavità uterina. La placenta viene raggiunta con un ago attraverso l'addome e l'utero; poi vengono aspirati alcuni milligrammi di villi coriali, sui quali verrà eseguita l'analisi cromosomica. Il fastidio è paragonabile a quello di una puntura.

Il monitoraggio del battito cardiaco fetale (TRACCIATO)

 

parto-contrazioniÈ la registrazione del battito cardiaco del feto, eseguita con un apparecchio particolare (il Cardiotocografo) che utilizza gli ultrasuoni.

A cosa serve?

È l'esame di controllo più importante del benessere fetale dalla trentesima settimana di gravidanza in poi. Viene usato precocemente nelle gravidanze a rischio, a termine serve nel controllo fetale nelle gravidanze che proseguono dopo la 40a settimana. Durante il travaglio serve per valutare come il feto sopporta le contrazioni e capire se è in grado o no di sopportare lo stress di un travaglio normale.

Come si svolge?

monitoraggio_indirettoNon è assolutamente doloroso né rischioso; in genere viene eseguito quando la gestante è già in ospedale per il parto, ma non richiede il ricovero.

La futura mamma viene fatta sdraiare su un lettino o sedere in poltrona con il ventre scoperto; con una fascia, viene fissato sulla pancia un piccolo strumento, che emette e riceve ultrasuoni e registra il battito fetale. Con una seconda fasciaCardiotocografo FC 700 viene fissato anche un rilevatore delle contrazioni uterine. II monitoraggio dura circa mezz'ora. Nel frattempo le pulsazioni fetali vengono registrate su una striscia di carta (come per l'elettrocardiogramma) e possono essere seguite "in diretta" anche dalla paziente stessa grazie a un amplificatore che permette di ascoltare il battito cardiaco. Sul monitor sono inoltre ben visibili un punto luminoso e delle cifre che lampeggiano segnalando il momento e la frequenza delle pulsazioni e delle contrazioni.

La funicolocentesi o cordocentesi

 

cordone_ombelicaleÈ la tecnica più utile per effettuare prelievi o trasfusioni al feto. Consiste nella puntura di uno dei vasi sanguigni del cordone ombelicale con un ago guidato tramite ecografia. invasive

A cosa serve

Serve per diagnosticare nel feto infezioni (rosolia, toxoplasmosi, ecc.), malattie genetiche (sindrome di Down, trisomie, ecc.), malattie ematologiche (emofilia, anemia da incompatibilità Rh) e per valutare il grado di ossigenazione dei sangue in caso dì sospetta grave sofferenza. La funicolocentesi serve anche per praticare al feto trasfusioni sanguigne.

cordoCome si svolge

Si penetra con un ago attraverso l'addome e l'utero fino ad arrivare a pungere la vena del cordone ombelicale, in modo da eseguire un prelievo di sangue fetale (che verrà analizzato per diagnosticare infezioni, malattie genetiche o ematologiche del feto) oppure per praticare le necessarie trasfusioni.

L'ago viene indirizzato nel punto giusto grazie all'ecografia. Come l'amniocentesi, non è dolorosa, non necessita di anestesia e viene fatta ambulatorialmente in alcuni centri molto specializzati.