Prevenzione - Portare il neonato all’aria aperta

I cambiamenti di temperatura sono benefici perché tonificano il corpo del bambino e lo abituano al caldo e al freddo. L’aria fresca migliora l’appetito, arrossa le guance e dà vivacità a tutti. I bambini che vivono sempre in una stanza calda hanno di solito un aspetto pallido e poco appetito.

In inverno l’aria contiene meno umidità; se quest’aria viene riscaldata nella casa, diventa ancor più secca e asciuga il muco del naso ostruendo le vie aeree; il bambino quindi respira male.

È opportuno che il bambino stia fuori due o tre ore ogni giorno, specialmente quando in casa ci sono i riscaldamenti sempre accesi. Quando dorme nella sua stanza, è bene chiudere il suo calorifero affinché la temperatura sia bassa. Quando è sveglio, la temperatura della stanza non deve superare i 23 gradi. Purtroppo siamo abituati a tenere le case troppo riscaldate e, senza accorgercene, esigiamo che lo siano sempre di più. I genitori inesperti tendono a tenere il bambino troppo caldo e troppo coperto. Per tali motivi, alcuni bambini potrebbero presentare eruzioni cutanee da calore in pieno inverno.

La passeggiata

È bene che ogni bambino del peso di 4 chili e mezzo o più stia all’aperto due o tre ore al giorno, quando non piove, finché la temperatura è sopra zero e il vento non è troppo freddo. Uno che pesa 3 chili e mezzo può certamente uscire quando ci sono 16 gradi o più. La temperatura dell’aria non è il solo fattore importante. L’aria fredda e umida è molto più raggelante dell’aria asciutta con la stessa temperatura, e Il vento è quello che raffredda di più. Anche quando il termometro è sotto zero all’ombra, un bimbo di 5 o 6 chili può stare bene un’ora o due in un posto soleggiato e riparato.

In inverno il momento migliore per portarlo fuori è a metà giornata (fra i pasti delle 10 e delle 14 nei primi mesi). Se vivete in campagna o avete il giardino, potete lasciarlo fuori per più di tre ore quando fa bel tempo. Lasciatelo al sole, anche col viso, per breve tempo, se non gli dà fastidio; se è sveglio, non più di un’ora.

Man mano che il bimbo diventa più grandicello, rimane sveglio per periodi più lunghi e apprezza anche di più la compagnia; non deve stare fuori da solo per più di un’ora, se è sveglio. Dalla seconda metà del primo anno, i bimbi devono avere gente intorno a loro quasi sempre, soprattutto se sono svegli, e questo anche se stanno giocando per conto loro. Se vivete in città e non avete giardino, spingetelo nella carrozzina. Belle maglie di lana pesante, pantaloni lunghi, calze di lana e sovrascarpe di gomma vi renderanno queste passeggiate molto più piacevoli. Se vi piace star fuori e avete tempo, più a lungo vi restate meglio sarà.

In estate, se la casa è assai calda e potete trovare fuori un posticino abbastanza fresco, più a lungo il bambino sta fuori meglio è. Se avete una casa fresca, cercate di stare all’aperto un paio d’ore al giorno, ma fatelo nel primo mattino o sul tardo pomeriggio.

Quando il bambino comincia a fare tre pasti al giorno, potete spostare l’orario della passeggiata come vi è più comodo. Ma rimane ferma la regola generale di tenerlo fuori per tre ore al giorno. Quando il bambino si avvicina all’anno, si interessa di più a ciò che lo circonda. Si rifiuterà di dormire dopo pranzo, se lo si porta a spasso in carrozzina. Allora dovete lasciargli fare il sonnellino nella culla dopo pranzo. Rimane quindi poco tempo nel pomeriggio per uscire, specialmente in inverno. Potete tenerlo fuori due ore al mattino e una nel pomeriggio. L’orario mattutino della passeggiata dipenderà anche dall’orario del suo sonno. Alcuni neonati nel secondo trimestre di vita si addormentano subito dopo la prima colazione, altri soltanto nel tardo mattino. Se il vostro bambino non vuol dormire all’aperto, dovrete portarlo fuori quando è sveglio.

Bagni di sole e raggi solari

La luce solare diretta contiene raggi ultravioletti, che formano la vitamina D nella pelle. Vi sono probabilmente altri effetti benefici della luce solare, non ancora scoperti. Quindi in linea generale ai neonati e ai bambini fa bene stare al sole per un certo tempo. Tre sono le precauzioni da prendere. L’esposizione al sole va aumentata molto gradatamente, per evitare le scottature, specialmente quando il sole scotta e l’aria è limpida. In secondo luogo un’esagerata esposizione è probabilmente poco prudente, anche quando la pelle si è abbronzata a poco a poco. Il motivo per cui la pelle si abbronza è di proteggere l’organismo dagli effetti del troppo sole. In altre parole, l’organismo non può utilizzare più di una certa quantità di luce solare e l’eccesso può essere dannoso anche alla pelle. Terzo, una grave scottatura da sole è pericolosa quanto un’ustione da calore. Se state fuori di casa e il bambino sta nella carrozzina, dovete considerare quanto sole prenderà sulla pelle, specialmente in una stagione in cui il sole è forte.

In estate potete cominciare a esporre al sole il corpo del bambino appena fa abbastanza caldo e se pesa più di quattro chili e mezzo. Ciò significa che è abbastanza grassottello da non prendere freddo quando è all’aperto. Se fa un po’ fresco, potete esporgli soltanto le gambe, dovrete attendere più a lungo per esporgli la faccia, fino a quando gli occhi non sono più disturbati dalla luce viva. Ciò varia da un bambino all’altro. Quando gli esponete la faccia, abbiate l’avvertenza di girarlo in modo che la testa sia messa contro il sole, così le sopracciglia gli proteggeranno gli occhi.

In inverno potete fargli i bagni di sole davanti a un finestra aperta, se la stanza è abbastanza calda e il vento non soffia dentro.

Cominciate con due minuti e aumentate l’esposizione a poco a poco. Due minuti in più ogni giorno bastano. Esponete il bambino al sole metà del tempo sulla schiena e metà sulla pancia. Non vi consiglio di superare i 30 o 40 minuti di esposizione completa, specie in estate. Quando fa caldo è importante che il bambino non diventi surriscaldato durante il bagno di sole. Mettetelo sopra un tavolo o su un tappeto per terra, dove l’aria lo rinfresca, non dentro un cestino o nel carrozzino. Se diventa rosso, vuol dire che il caldo è eccessivo. Quando il sole è forte come sulla spiaggia, il bambino deve stare sempre all’ombra i primi 2 giorni, perché può prendere ugualmente abbastanza luce riflessa da dare alla sua pelle delicata una scottatura; se il bambino è capace di spostarsi da solo e di andare in giro a quattro zampe, ha bisogno di un cappellino se sta sulla spiaggia o in qualsiasi posto soleggiato. Ricordate che il rossore provocato dalla scottatura solare appare soltanto dopo alcune ore.

Proteggete il bambino con creme solari soprattutto sulla spiaggia o in montagna.