Quanto deve dormire il bambino?
I genitori fanno spesso questa domanda. Naturalmente soltanto il bambino può rispondere. Uno ha bisogno di dormire molto, un altro invece pochissimo. Quando il bambino è soddisfatto dei suoi pasti, cresce bene, sta molto all’aria aperta e dorme in un posto tranquillo e fresco, potete lasciarlo dormire quanto vuole.
La maggior parte dei bambini nei primi mesi dormono da un pasto all’altro, se hanno mangiato a sufficienza e non fanno indigestione. Ci sono alcuni neonati invece che stanno molto svegli fin dall’inizio, e non perché abbiano qualcosa di anormale.
Se vostro figlio appartiene a questa categoria, non potete farci nulla.
Crescendo, il bambino dormirà sempre meno, ve ne accorgerete prima nel tardo pomeriggio. Col tempo rimarrà sveglio in altri periodi della giornata.
Ogni bambino ha un proprio orario per quel che riguarda lo stare sveglio o il dormire e in genere tende a essere sveglio sempre alle stesse ore. Verso la fine del primo anno farà probabilmente due sonnellini al giorno; e fra i 12 e i 18 mesi rinuncerà forse a uno dei due. Soltanto durante la prima infanzia potete lasciare che il bambino dorma quanto vuole. Verso i 2 anni il bambino diventa un essere molto più complicato. Eccitazioni, preoccupazioni, paura di brutti sogni, rivalità con un fratellino, voglia di giocare possono impedirgli di dormire quanto avrebbe bisogno.
L’andare a letto
È preferibile abituare il bambino all’idea che deve sempre andare a letto e dormire subito dopo il pasto. Qualche bambino non si sottomette a questa abitudine, ma insiste per essere socievole dopo i pasti. È anche bene che si abitui ad addormentarsi nel proprio letto, senza compagnia, almeno quando sono scomparse le coliche del terzo mese.
Tutti i bambini possono essere abituati al rumore, sia in una casa silenziosa sia in una casa relativamente movimentata. Non c’è ragione di circolare in punta di piedi e di bisbigliare, perché un rumore improvviso lo sveglierebbe di scatto. Un bambino deve abituarsi ai normali rumori di una casa, alle voci, alle risa, al suono della radio e della televisione tenuti a un volume ragionevole. Deve essere quindi in grado di dormire quando ci sono visite in casa anche se qualcuno entra nella sua stanza.
Supino o prono?
Molti bambini sembrano più a loro agio se si abituano a dormire sulla pancia fin dall’inizio. Questa posizione è utile specialmente ai bambini che soffrono di colica, perché la pressione sull’addome allevia il dolore. Altri bambini invece non hanno preferenze oppure preferiscono dormire sul dorso. Vi sono però due svantaggi: se vomita è più facile che rimanga soffocato, e inoltre tende a volgere la testa sempre verso lo stesso lato. Ciò può appiattirgli la testa da quel lato, però non gli farà male al cervello e la testa si rinforzerà a poco a poco. Se cominciate presto, potete abituarlo a ruotare la testa verso entrambi i lati mettendolo a dormire una sera sì e una no, con i piedi al posto della testa. Allora, se c’è una parete che gli piace guardare in modo particolare, dovrà volgere la testa in quella direzione.
Già nelle prime settimane il bambino sviluppa una tale preferenza per una determinata posizione prona o supina, che diventa una vera lotta il cambiargliela. Sarebbe consigliata la posizione prona, fin dall’inizio. Possono poi cambiare più tardi quando imparano a girarsi. L’unica obiezione sollevata contro il dormire a pancia in giù è da parte di alcuni ortopedici, i quali affermano che se il bambino ha già una tendenza a girare i piedini troppo in dentro o troppo in fuori, il dormire a pancia in giù può accentuare questo difetto. Altri controbattono sostenendo che questo difetto verrà eliminato in ogni modo dopo che il bambino ha cominciato a camminare per un po’ di tempo. Domandate al vostro pediatra il suo parere sulla questione.
Alcuni medici, per ovviare a tali inconvenienti insistono perché il bambino sia abituato a dormire su un fianco, con l’aiuto di un cuscino; non è facile, perché il bambino muovendosi torna prono o supino.
Ad ogni modo, dopo i 6 mesi scelgono spontaneamente la loro posizione.
Cercate di abituare il bambino a dormire fino a tardi o a giocare da solo al mattino
Dopo i 6 mesi il bambino comincia a svegliarsi un po’ più tardi al mattino invece che alle 5 o alle 6. Ma i genitori sono ormai così abituati a saltar giù dal letto al minimo rumore che non gli danno la possibilità di rimettersi a dormire o di giocherellare da solo. Se il bambino si abitua a stare in compagnia appena si sveglia, perderà difficilmente questa abitudine. Il risultato sarà che i genitori saranno costretti ad alzarsi prima delle sette di mattina anche quando il bimbo avrà già un anno o due.
Se volete dunque dormire più a lungo, usate come sveglia l’orologio e non il bambino. Mettete la sveglia 5 minuti più tardi del solito orario del bambino e ogni giorno regolatela a 5 minuti più tardi. Se il bambino si sveglia prima che squilli, tornerà a riaddormentarsi prima che voi lo sentiate o imparerà a star sveglio da solo senza disturbare nessuno. Se si agita, aspettate un po’ per vedere se si calma. Naturalmente, se comincia a piangere e non si calma, dovete alzarvi. Ma riprovare dopo un mese ad allungare i tempi.
Dopo i 6 mesi allontanatelo dalla stanza dei genitori, se possibile
Il bambino può dormire in una stanza da solo fin dalla nascita, se si può, purché i genitori siano abbastanza vicini da sentirlo quando piange. Se dorme con i genitori 6 mesi è l’età buona per allontanarlo, perché è in grado di badare a sé abbastanza bene e non ha ancora idee ben chiare sul luogo in cui vorrebbe stare. É bene che non dorma nella stanza dei genitori quando ha superato i 6 mesi, altrimenti c’è pericolo che diventi schiavo di questa abitudine e pauroso, e non voglia più dormire in altri posti. Più grande è, più sarà difficile allontanarlo.
Un’altra difficoltà è che il bambino possa essere turbato dai rapporti sessuali dei genitori, che egli non comprende ma che lo potrebbero impaurire. I genitori pensano che non ci sia pericolo, se prima si accertano che il bambino dorma. Alcuni Neuropsichiatri dell’età evolutiva hanno trovato casi in cui il bambino si svegliava e restava molto turbato senza che i genitori se ne fossero mai accorti. Tuttavia il rischio che il bambino diventa troppo sottomesso o si turbi se continua a dormire nella stanza dei genitori non è così grande da doversi preoccupare, se non è possibile sistemarlo in altro modo.
È bello che ciascuno abbia la propria stanza, se è possibile, specialmente quando diventano più grandi, una stanza dove ciascuno tiene i propri tesori e rimane per proprio conto quando ne ha voglia. Lo svantaggio principale di tenere due bambini piccoli nella stessa stanza è che facilmente si svegliano l’un l’altro e, peggio, sempre nel momento sbagliato.
Meglio non tenerlo nel letto dei genitori
Talora, quando un bambino piccolo attraversa un periodo in cui si sveglia di notte impaurito (forse va diverse volte nella stanza dei genitori,,forse continua a piangere), i genitori lo portano con sé a letto per poter dormire tutti. Al momento questa sembra la soluzione più pratica, ma di solito alla fine si dimostra uno sbaglio. Anche se l’ansia del bambino migliora nelle settimane seguenti, egli si afferra alla sicurezza del letto dei genitori ed è sempre più difficile rimandarlo nel suo. Il consiglio quindi è di riportarcelo subito e con decisione.
È una norma ragionevole quella di non prendere il bambino nel letto dei genitori per nessun motivo (neppure per premio, quando uno dei genitori è in viaggio di affari).
L’orario del sonnellino cambia
L'orario del sonnellino si modifica in quasi tutti i bambini verso l'anno. Quello che faceva il sonnellino alle nove, lo rifiuterà improvvisamente o dimostrerà di volerlo fare sempre più tardi nella mattinata. Se lo fa tardi, non sarà pronto per un altro sonno che a metà pomeriggio e questo probabilmente ritarderà quello dopo cena. Oppure si rifiuterà completamente di dormire nel pomeriggio. In questo periodo un bambino può variare moltissimo da un giorno all'altro, e perfino ritornare al sonnellino delle nove del mattino che aveva rifiutato per due settimane; quindi non traete troppo presto conclusioni decisive. Dovete affrontare questi inconvenienti meglio che potete, considerandoli temporanei. Con alcuni bambini che non sono disposti a dormire nella prima parte della mattina, potete eliminare la necessità del riposo prima di colazione mettendoli a letto in ogni caso verso le nove di mattina, se hanno voglia di stare sdraiati e quieti per un po'. Naturalmente un altro tipo di bambino non farebbe che andare in collera se fosse messo a letto quando non ha sonno, e non si otterrebbe nulla.
Se un bambino ha sonno subito prima di mezzogiorno, il genitore non farà che spostare la colazione alle undici e mezzo o anche alle undici, per qualche giorno. Allora viene il lungo sonno dopo colazione. Ma per un po' di tempo, dopo che il bambino si è ridotto a un sonnellino al giorno, al mattino o al pomeriggio, sarà terribilmente stanco prima di cena. Vi è un periodo nella vita del bambino in cui due sonnellini sono troppi e uno non è sufficiente. Potete aiutare vostro figlio in questo periodo, dandogli la cena e mettendolo a letto per la notte un po’ più presto, per qualche tempo.
Detto ciò, non significa che tutti i bambini rinuncino al sonno del mattino allo stesso modo o alla stessa età. Uno l'ha superato a nove mesi, un altro lo desidera e ne ha beneficio fino a due anni.